martedì 27 novembre 2012

Oggi cucino con... Giuseppe

Oggi lascio la parola ad un grande amico, Giuseppe.






"Tutti coloro che come me, fin da bambini, hanno sentito dentro l’irrefrenabile desiderio di esprimersi con un disegno, il piacere di plasmare qualcosa di tridimensionale con il das o con il legno o con qualsiasi altro materiale “plasmabile” secondo i suggerimenti della propria fantasia, di certo  potranno capirmi ... Soprattutto se la vita ha già deciso al posto tuo che non puoi seguire il tuo istinto, le tue aspirazioni, i tuoi desideri. Piegarsi alle esigenze della ragione soffocando le proprie tendenze naturali lascia dentro un tarlo che per tutta la vita continuerà ad agire in noi, ripresentandosi di tanto in tanto al nostro cospetto, tornando in superfice ogni volta che ve ne sarà l’occasione. E così una cena con un paio di amici può diventare un’altra occasione in cui il tarlo riemerge, un’altra occasione in cui il nostro io represso riesce ad esprimersi nuovamente “libero” ed ecco che il desiderio di esprimersi nel modo più naturale si unisce ad un’immagine legata al flebile ricordo di qualcosa visto frettolosamente da qualche parte: una rivista sfogliata distrattamente, una pagina internet incrociata in chissà quale ricerca … ed ecco che si scatena “l’attacco d’arte” J !!




Ovviamente come tutte le cose si parte da qualcosa di accessibile, elementare. E allora basta una banana, due kiwi e qualche dattero per costruire l’isola deserta dei nostri sogni ombreggiata da due meravigliose palme. E sembrerà strano ma, mentre stai creando sei veramente in un tuo mondo, lontano da tutto e da tutti e la tua isola che non c’è è già una realtà.

Basta una sola mela invece per dar vita, con poche incisioni, ad un fantastico cigno.


Attenzione però, per evitare che le vostre creazioni vengano rovinate dall’ossido perdendo il loro candore, spennellate il tutto con un po’ di succo di limone misto con succo di clementina o arancia. Il succo di limone proteggerà dall’ossidazione e il succo di clementina manterrà la dolcezza compensando il sapore aspro del succo di limone.

E allora, lasciate che il tarlo riprenda possesso di voi stessi e largo al divertimento J "











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